Novena di San Luigi Maria Grignion de Montfort

Novena di San Luigi Maria Grignion de Montfort

 

 

 

“Io corro per il mondo

per salvare

il mio povero prossimo”

 

In preparazione alla festa liturgica di san Luigi Maria di Montfort

28 aprile 2023

VERSO LA FESTA

DI SAN LUIGI MARIA DI MONTFORT

 

In preparazione alla festa di Luigi Maria Grignion di Mont- fort, nell’anno del 350° della sua nascita, ogni giorno si pro- pone la contemplazione di un tratto della sua persona.

L’itinerario si snoda attraverso la Parola di Dio, gli scritti

del Santo, una breve meditazione e la preghiera litanica             2

a lui affidata.

 

L’itinerario

 

  1. aprile: san Luigi Maria di Montfort, discepolo fedele di Gesù Cristo, Sapienza incarnata.
  2. aprile: san Luigi Maria di Montfort, una vita pura.
  3. aprile: san Luigi Maria di Montfort, predicatore della Croce.
  4. aprile: san Luigi Maria di Montfort,

il “prete della grande corona”.

  1. aprile: san Luigi Maria di Montfort, uomo di preghiera e di silenzio.
  2. aprile: san Luigi Maria di Montfort, missionario del Vangelo.
  3. aprile: san Luigi Maria di Montfort, amico dei poveri e degli ultimi.
  4. aprile: san Luigi Maria di Montfort,

fedele figlio della serva del Signore.

  1. aprile: san Luigi Maria di Montfort, educatore del Popolo di Dio.

19 APRILE

San Luigi di Montfort Discepolo fedele

di Gesù Cristo,

Sapienza incarnata                 3

Invoco

 

Vieni, Padre della luce, vieni, Dio di carità,

la mia preghiera ispira, mostrami la verità.

Fa’ scendere nel mio cuore

un carbone acceso del tuo fuoco che lo infiammi

e lo riempia di Dio. Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Libro della Sapienza (9, 1.4.9-11)

 

«Dio dei padri e Signore della misericordia, dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli.

Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo;

lei sa quel che piace ai tuoi occhi

e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Inviala dai cieli santi,

mandala dal tuo trono glorioso,

perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito.

Ella infatti tutto conosce e tutto comprende:

mi guiderà con prudenza nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria».

4

Dal Trattato della vera devozione a Maria (VD 61)

 

Gesù Cristo, nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo, deve essere il fine ultimo di ogni nostra devozione.

Diversamente sarebbe devozione falsa e ingannatrice. Gesù Cristo è l’Alfa e l'Omega (Ap 1,8),

«il Principio e la Fine» (Ap 21,6) di ogni cosa.

 

 

Rifletto

 

Tutti cerchiamo un centro attorno al quale riannodare i tanti fili della nostra vita! Senza un centro ci sentiamo dispersi. Ma quale centro? Quale sapienza? Quale via per fare centro nella vita? Scrive san Luigi di Montfort:

«A che serve all’arciere saper tirare la freccia accanto al bersaglio, se non sa tirarla proprio al centro?» (AES 12).

 

Già, a che serve tutta la scienza se non sai colpire nel segno?

«O Maria, ottienimi la vera Sapienza”. È l’accorata, e insie- me tenera, invocazione che il Santo di Montfort amava ri- volgere alla Vergine Maria, Sede della Sapienza! È il deside- rio che lo ha animato, lo ha appassionato durante tutta la sua vita, per il quale si è fatto mendicante di preghiera! Quel de- siderio che lo faceva sospirare notte e giorno:

«Quando possiederò questa amabile Sapienza? Quando

verrà ad abitare presso di me? Quando sarò abbastanza adorno per servirle da rifugio, in un luogo in cui è ridotta sul lastrico e disprezzata» (L 16).

 

5

La Sapienza verso la quale il Padre di Montfort sospira gior- no e notte ha un volto, ha un nome, il volto e il nome di Ge- sù Cristo! Davvero desiderare, cercare, trovare, conoscere e amare Gesù Cristo, Sapienza eterna ed incarnata, per mezzo di Maria è fare centro nella vita, perché, scrive il Montfort:

 

«Conoscere Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, è sapere abbastanza. Sapere tutto e non conoscere Lui, è non sape- re nulla» (AES 11).

 

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

Signore nostro Dio,

che hai infiammato il cuore

di san Luigi Maria di Montfort

del desiderio ardente di Gesù Cristo, Sapienza eterna ed incarnata,

fa' che obbedendo ai richiami di Colei che ci hai dato per Madre,

diventiamo perfetti discepoli del tuo Figlio e giungiamo a benedirti in eterno,

nella gloria del regno dei cieli. Amen.

20 APRILE

San Luigi di Montfort Una vita pura

 

Invoco                                                                                           6

Vieni, Spirito Santo, che crei i martiri, i confessori,

gli apostoli, i profeti,

i valorosi eroi, i grandi cuori.

Tu sei l’unica guida

che il mio Salvatore ha seguito; conduci anche me

affinché io lo possa imitare. Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo di Matteo (5, 1-2.9-11)

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a se- dere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio».

 

Da L’amore dell’eterna Sapienza (AES 76)

 

Un sapiente del mondo è uno che sa far bene i propri interes- si, e sa volgere tutto a proprio vantaggio temporale quasi senza sembrare di volerlo. Conosce l’arte di dissimulare e di

ingannare furbescamente senza che altri s’accorga. Dice o fa una cosa e ne pensa un’altra. Non ignora nulla dei compor- tamenti e dei complimenti del mondo. Sa adattarsi a tutti per raggiungere i propri scopi, senza troppo preoccuparsi dell’onore e dell’interesse di Dio. Mette un segreto, ma fu- nesto accordo tra verità e menzogna, vangelo e mondo, virtù e peccato, Gesù Cristo e Belial.

Vuol passare per onesto, ma non per bigotto. Disprezza, av- velena o condanna con facilità tutte le pratiche di pietà che 7

non combaciano con le sue. Infine, il sapiente del mondo è uno che seguendo la sola luce dei sensi e dell’umana ragio- ne, cerca unicamente di salvare le apparenze di cristiano e di onesto. E non si cura molto di piacere a Dio ed espiare con la penitenza i peccati commessi contro la divina maestà.

 

 

Rifletto

 

Quando parliamo di oro “puro” intendiamo che è solo oro, che non è mischiato con nient’altro. Ebbene, la vita di Luigi di Montfort è stata una vita pura perché non mescolata, cioè indivisa, ossia per Dio Solo.

Vita pura perché totalmente del Signore. Nel suo mondo in- teriore non aveva compartimenti stagni o angoli riservati, ma metteva tutto di sé a disposizione del Signore.

Vita pura perché limpida e trasparente. In ogni istante, in ogni sua parola, gesto e scelta lasciava trasparire se stesso in modo del tutto sincero, autentico. Viveva con semplicità la verità di se stesso, senza bisogno di nascondere qualcosa e tanto meno di nascondersi!

La vita di Montfort è stata pura perché autentica perché in lui non c’era contraddizione tra ciò che faceva e le intenzioni del suo cuore. E per questo ha ricevuto in dono di essere a sua volta trasparenza di Dio.

La vita di Montfort è stata pura perché si è regolato soltanto sul Signore, suo unico punto di riferimento. Quanto è chia-

mato a fare, a pensare, a dire, a giudicare parte da qui, da ciò che il Signore vuole e non da ciò che fanno, dicono, pensano gli altri. Non si lascia condizionare dai giudizi altrui e man- tiene l’animo calmo, quieto, sereno pur in mezzo alle prove spirituali. Puro di cuore ha vissuto alla presenza del Signore, conservando nell’intimo quel che è degno della relazione con Lui; per questo ha posseduto una vita “unificata”, linea- re, non tortuosa, ma semplice.

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Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

Signore nostro Dio,

che hai riempito san Luigi di Montfort della forza e dell’audacia del tuo Spirito, donaci un cuore semplice e docile

al tuo Soffio di amore e di vita, a immagine di Maria, tua Madre, per divenire veri discepoli

della sapienza evangelica

e compiere solo ciò che a te piace. Amen.

21 APRILE

San Luigi di Montfort Predicatore della croce

 

Invoco                                                                                           9

O croce,

tu sei la mia vita. Imprimiti, di grazia,

sul mio cuore e sul mio braccio, sulla mia fronte e sul mio volto, io non me ne vergognerò.

Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Marco (8,34-35)

 

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

 

Dalla Lettera agli amici della Croce

 

Voi siete i templi dello Spirito Santo. Lo sapete. Sapete an- che che, come «pietre vive», dovete essere impiegati da que- sto Dio di amore per la costruzione della Gerusalemme cele- ste. Aspettatevi dunque di essere tagliati, scalpellati e cesel- lati dal martello della croce; diversamente rimarreste come

pietre grezze che non servono a nulla, sono disprezzate e si gettano via. State bene attenti a non far rimbalzare il martel- lo che colpisce, e badate al cesello che vi taglia e alla mano che vi tornisce. Forse il divino architetto, esperto e benevolo, vuol fare di voi una delle prime pietre del suo eterno edifi- cio; e uno dei ritratti più belli del suo regno celeste. Lascia- telo dunque fare. Egli vi vuole bene; sa quel che fa; è esper- to. Tutti i suoi colpi sono abili e guidati dall’amore. Non dà

nessun colpo a vuoto, a meno che voi non lo rendiate tale 10

con la vostra mancanza di pazienza (LAC 29).

 

 

Rifletto

 

San Luigi di Montfort ci ricorda che per il battesimo noi siamo «i templi vivi dello Spirito Santo» e siamo anche pie- tre vive che l’amorevole Dio vuole mettere a fondamento della Gerusalemme celeste (cfr. 1 Cor 6,19, 1 Pt 2,5 e Ap

21,2-10).

Se è così, per non rimanere pietre grezze che non servono a niente occorre essere tagliati, scalpellati e cesellati, ossia mettere in conto questa opera divina su di noi.

Si tratta di avere fiducia e di lasciar fare al Signore che con il martello e il cesello della Croce taglia, toglie e leviga ciò che in noi è grezzo. Ci lavora con pazienza, la stessa pazien- za che è richiesta a noi per non mandare a vuoto i suoi colpi. La Croce, quindi, come martello e cesello, ci modella e ci dà forma; la Croce ci trasforma e ci trasfigura. Ci fa passare da materia informe e difforme alla bellezza armoniosa alla for- ma di Gesù, che è la forma della vita donata, consegnata, of- ferta per amore!

 

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 
   

 

Preghiera conclusiva

 

Signore nostro Dio,

tu hai fatto di san Luigi di Montfort un apostolo della Croce.

Donaci, per sua intercessione,

la gioia di perdere la vita per amore,

seguendo Gesù Cristo crocifisso,                                            11

la perseveranza nelle tribolazioni, lo spirito di sacrificio e di servizio. Amen.

22 APRILE

San Luigi di Montfort

Il “prete della grande corona”

12

 

Invoco

 

O nostra buona Madre,

puoi volgere su di noi il tuo sguardo senza che la nostra preghiera

ti commuova?

A te, supplici, sempre sospiriamo. Vieni presto in nostro aiuto.

Difendici, proteggici! la Carità ti spinge:

donaci la Sapienza! Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Luca (1,51-52)

 

[Gesù] scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

Da Il segreto ammirabile del santo rosario (SAR 65-66)

San Gregorio Nisseno dice garbatamente che noi siamo pit- tori. La nostra anima è la tela preparata su cui passano i pen- nelli, le virtù sono i colori che servono per dar risalto, l’originale da riprodurre è Gesù Cristo, immagine viva e rappresentazione perfetta dell’eterno Padre. Come, dunque, un pittore per eseguire il ritratto dal vero si pone davanti all’originale e ad ogni pennellata lo osserva, così il cristiano deve sempre tener presenti la vita e le virtù di Gesù Cristo

per dire, pensare e fare soltanto ciò che è conforme ad esse.   13

(…)

I bambini imitano i loro genitori osservandoli e conversando con loro e ne imparano il modo di esprimersi ascoltandoli parlare. Un apprendista impara l’arte guardando lavorare il maestro. Così i fedeli confratelli del Rosario, meditando de- votamente le virtù di Gesù Cristo nei quindici misteri della sua vita, diventano somiglianti al divino Maestro con l’aiuto della sua grazia e per l’intercessione della Vergine santa.

 

 

Rifletto

 

La preghiera del rosario appartiene alla logica della picco- lezza evangelica, soddisfa poco l’intelligenza, non se ne trae quasi gloria, non suscita nuove idee. Eppure un semplice e piccolo grano del rosario cattura il senso della nostra vita, lo trattiene, lo illumina, lo rafforza. La preghiera del rosario mette in movimento il corpo e l’anima, le labbra e i senti- menti. Si prega da soli o con altri, ad alta voce o in silenzio, in casa o per strada, in treno, in bus o in tram. Lo si può pre- gare nel vortice della vita, in mezzo al mondo e nella quiete del riposo.

Convinto che il rosario fosse il segreto per giungere a una fi- liale confidenza con Maria e, attraverso lei, toccare il cuore di Gesù, Luigi di Montfort promuoveva tale preghiera ovun- que andasse a predicare.

La meditazione sui misteri di Gesù Cristo “non è solo per adorarlo e glorificarlo, ma principalmente per regolare la propria vita e le proprie azioni sulle sue virtù”, scrive il San- to ne Il segreto ammirabile del santo rosario, 66. Chi prega il Rosario fa memoria, cioè si cala dentro gli eventi impor- tanti che ci racconta la Parola di Dio, e si lascia cambiare da ciò che contempla. Il rosario è, quindi, una scuola: chi la frequenta fedelmente giunge alla  perfezione cristiana che

consiste nell’essere trasformati in Cristo.                                    14

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

O Dio, il tuo unico Figlio

ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione.

A noi, che con il rosario della beata Vergine Maria meditiamo questi misteri, concedi,

per intercessione di san Luigi di Montfort, di amare e seguire sempre più fedelmente Gesù Cristo.

Amen.

23 APRILE

San Luigi di Montfort Uomo di preghiera

e di silenzio

15

 

Invoco

 

O Padre mio,

fa’ discendere nel mio cuore il tuo Santo Spirito,

per accendere in esso

l’autentico ardore di una santa preghiera, per far nascere gemiti

che sono inesprimibili, i sospiri e i balbettii

di veri figli.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Marco (1,32-35)

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, portavano [a Gesù] tutti i malati e gli indemoniati.

Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino presto [Gesù] si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.

Dal Trattato della vera devozione a Maria (VD 196)

 

Per quanto grandi possano apparire le cose che fanno all’esterno, [i veri devoti di Maria] stimano ancora molto di più quelle che fanno dentro di sé in compagnia della santis- sima Vergine, perché così costruiscono il grande edificio della loro perfezione, a confronto del quale ogni altra opera è trastullo di bimbi.

16

 

Rifletto

 

Le giornate di Gesù sono cariche di fatica. Come le nostre… Eppure Gesù non trova scuse. Prega. Non dirà mai: “Non ho tempo!”. Desidera pregare intensamente perché ama profon- damente il Padre. Gesù trae la forza per vivere in pienezza la sua vita di Figlio dalla relazione d’amore col Padre.

La preghiera e la cura della relazione intima con Dio è stato anche il respiro della vita di san Luigi di Montfort. Noi lo conosciamo per il suo zelo missionario, la sua instancabile predicazione, ma sbaglieremmo se non considerassimo la sua dimensione contemplativa, la sua costante ricerca di fre- quenti spazi di raccoglimento, di silenzio e di contemplazio- ne. Era consapevole che per poter parlare di Dio agli altri, bisognava prima parlare a Dio; per essere capace di suscitare negli altri la fede, il coraggio, la speranza, occorreva esser- ne, prima, nutrito e intriso.

L’interiorità è la dimensione alla quale ci richiama il Padre di Montfort. È più che mai attuale! Il dramma del nostro tempo è l’offuscamento della interiorità, la mancanza di cura per la vita interiore. Senza interiorità la vita non trova la sua anima e la fede rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata. Lasciarci attirare sul piano del cuore, gustare e sentire la passione di vivere “dentro”, in noi stessi, è l’inizio della vita spirituale, che è la vera impresa anche per ciascuno di noi.

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

O Padre,

per intercessione di san Luigi di Montfort,

fa’ che mi nutra di silenzio                                                      17

dove l’Infinito si rivela e il cuore si trasforma.

Conducimi ogni giorno

al pozzo della tua Presenza dove la sete profonda

trova l’acqua viva

che zampilla in vita eterna. Amen.

24 APRILE

San Luigi di Montfort Missionario del Vangelo

 

Invoco                                                                                          18

Vieni, Spirito Santo, dammi la tua sapienza, questo gusto della verità, questa carità che spinge senza forzare la volontà, questa grazia tanto feconda,

questa attrattiva così affascinante questa pace santa e profonda

e questo aiuto onnipotente. Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)

 

Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostra- rono. Essi però dubitarono.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Dalla Lettera 5

 

«Provo grandi desideri di far amare Nostro Signore e la sua Santa Madre, di andare, in maniera povera e semplice, a fare il catechismo ai poveri della campagna e di incitare i pecca- tori alla devozione verso la Santissima Vergine».

 

Rifletto                                                                                        19

San Luigi di Montfort non è stato soltanto l’apostolo della vera devozione alla Vergine, ma anche un grande missiona- rio, sempre in cammino verso le città e i paesi dell’Ovest della Francia. Si è lasciato animare dal desiderio di aiutare i cristiani a riscoprire la bellezza del sacramento del Battesi- mo e, quindi, a vivere con più fedeltà la loro appartenenza al Signore. Ha trovato e proposto la Vergine Maria come se- greto di una rinnovata vita battesimale.

Luigi di Montfort ha preso sul serio l’ultima consegna di Gesù ai suoi apostoli: «andate», nella convinzione che il più alto grado, cioè la perfezione della vita spirituale consiste

«nell’acquisire la luce e l’afflato necessari per ispirare agli altri l’amore della Sapienza e condurli alla vita eterna» (AES 30).

Questo imperativo del Signore è per noi oggi. La nostra esi- stenza di cristiani è proiettata al di fuori di noi. La fede non può mai ripiegarsi su di sé, ma deve essere slancio verso l’annuncio e verso il bisogno dell’altro. La fede è mettersi in cammino, non per sé stessi, ma soltanto per portare Gesù, la Sapienza eterna ed incarnata, il vero e unico tesoro che noi abbiamo da dare all’umanità. È di essa che gli uomini e le donne del nostro tempo hanno profonda nostalgia, anche quando sembrano ignorarlo o rifiutarlo.

Ancora oggi san Luigi di Montfort ci apre alla consapevo- lezza che “ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo

più che siamo discepoli e missionari, ma che siamo sempre discepoli-missionari” (Francesco, EG 120).

 

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

Preghiera conclusiva                                                                 20

O Dio, che nella tua provvidenza vuoi aver bisogno di noi

per far risuonare nel mondo il Vangelo di Cristo, con l’aiuto della Vergine Madre

e l’intercessione di san Luigi di Montfort, rendici degni annunziatori e testimoni della parola che salva.

Amen.

25 APRILE

San Luigi di Montfort Amico dei poveri

e degli ultimi

21

Invoco

 

Voglio amare

Dio nascosto nel mio prossimo, ho entrambi nel mio cuore Voglio riservare al mio prossimo

i miei beni, il mio corpo e la mia anima:

i miei averi per aiutarlo,

il mio cuore per ardere del suo fuoco,

i miei occhi per lasciarmi affascinare da lui, tutto ciò che sono per amarlo.

Amen.

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Matteo (25,37-40)

 

Allora i giusti risponderanno [al re]: “Signore, quando ti ab- biamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o asse- tato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.

E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Da La vita di Luigi Maria Grignion di Montfort (Grandet)

 

«I poveri soprattutto e la gente di campagna erano coloro con i quali lavorava più volentieri. Diceva di essere stato mandato a loro e che doveva farsi carico della loro salvezza. Nello stesso tempo aveva una meravigliosa capacità di con- quistarli e di ispirare loro tutti i sentimenti che voleva. Que- ste buone persone si affezionavano a lui. Lo guardavano

come un santo e quando lui lasciava una parrocchia per re-   22

carsi in un’altra, lo seguivano in folla, con le lacrime agli occhi, e credevano, perdendolo, di aver perso tutto.

Con gli occhi della fede, vedendo Gesù Cristo nella persona dei poveri è incredibile fin dove arrivava la sua carità nei lo- ro confronti… Li nutriva e li vestiva. La sua tenerezza per loro e la sua compassione si trasmetteva a tutti coloro che lo avvicinavano e ispiravano loro sentimenti conformi ai suoi. Il suo esempio trascinava tutti e ognuno provava piacere e si sentiva in dovere di contribuire alle sue opere di misericor- dia: gli uni con la loro generosità, gli altri con il lavoro delle loro mani. Poiché, il signor de Montfort aveva una particola- re capacità di valorizzare, in queste occasioni, tutti i mezzi per fare del bene ai poveri, che una ingegnosa e cristiana ca- rità sa mettere in atto. Se esortava tutti ad amare i poveri, lui era il primo a darne l’esempio. Più di una volta l’ho visto andare in mezzo a una moltitudine di straccioni e scegliere il più disperato, il più scostante, e prenderlo per mano per con- durlo con sé, farlo sedere a tavola al primo posto al suo fian- co, servirlo prima di tutti gli altri e, soprattutto, alla fine del pasto abbracciarlo, accompagnarlo alla porta e congedarlo con una generosa elemosina» (446-448).

 

 

Rifletto

 

Pur non escludendo nessuno dal suo apostolato, Luigi di Montfort ha avuto una predilezione per i più poveri. La sua

scelta veniva da una inclinazione del suo cuore, da una at- trattiva che non aveva altra legge che quella dell’amore. In particolare, nasceva da una profonda relazione con Dio e da uno sguardo di fede su Gesù, Sapienza incarnata.

Luigi Maria di Montfort diceva: «Un povero è un grande mi- stero, […] bisogna saperlo comprendere». I poveri, ai suoi occhi, erano gli amici intimi di Gesù Cristo, la sua eletta porzione, i suoi primogeniti; molto di più, erano Gesù Cristo

stesso, la sua reale presenza e manifestazione.                            23

Luigi di Montfort di fronte a chi era nel bisogno non se ne è stato tranquillo come un prete imborghesito. Al contrario, il Buon Samaritano, si è lasciato muovere a pietà, si è accosta- to all’uomo ferito nel corpo e nell’anima e in modo concreto se ne è fatto carico. È stato il prete della compassione verso tutti coloro che la società del suo tempo scartava e con le sue opere ha testimoniato la compassione di Dio.

Luigi di Montfort ci ottenga il dono di prolungare con la no- stra vita l’inquieto amore di Gesù Cristo, Sapienza incarnata, per i poveri e i miseri, di contemplare nel ‘nulla’ degli “scar- tati”, la presenza del ‘Tutto’, divenuto rifiuto”.

 

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

O Dio, che hai insegnato alla Chiesa a osservare i tuoi precetti

nell’amore verso te e verso i fratelli, fa’ che praticando le opere di carità

a imitazione di san Luigi Maria di Montfort possiamo essere annoverati

tra i benedetti del tuo regno. Amen.

26 APRILE

San Luigi di Montfort Fedele figlio

della Serva del Signore

24

 

Invoco

 

O Vergine santa e fedele, sposa dello Spirito Santo, Ottienimi un cuore docile e fedele alla sua voce, per mettere in pratica

i consigli e i comandamenti del Vangelo. Amen.

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù al- lora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

 

Dal Trattato della vera devozione a Maria (VD 120)

 

«Tutta la nostra perfezione consiste nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo. Perciò la più perfetta di tutte

le devozioni è incontestabilmente quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, es- sendo Maria la creatura più conforme a Gesù Cristo, ne se- gue che tra tutte le devozioni, quella che consacra e confor- ma di più un’anima a Nostro Signore è la devozione a Maria, sua santa Madre, e che più un’anima sarà consacrata a lei, più sarà consacrata a Gesù Cristo».

25

Rifletto

 

La devozione a Maria che Grignion di Montfort ha vissuto e insegnato è una vera scuola di fede, che conduce a riscoprire la propria consacrazione battesimale, a vivere nello Spirito il processo di trasformazione in Gesù Cristo, per giungere alla perfetta comunione con Dio.

Per Luigi di Montfort la vera devozione a Maria non parte dal basso, ma dall’alto; non è guidata dal sentimento e dall’emozione, ma dalla fede. È anzitutto adesione a Dio e accettazione del suo misterioso disegno. Anche a noi Dio ri- pete come a Giuseppe: “Non temere di prendere con te Ma- ria”.

Accogliere Maria è rispondere all’invito di Gesù e obbedire al suo volere! Noi apparteniamo a Maria e Maria è nostra perché Gesù lo ha voluto! È una relazione evangelica che impegna tutti i discepoli e non è lasciata soltanto alla pietà di chi è più devoto della Madre del Signore.

Gesù non dice a Maria: «Ecco il tuo ammiratore», ma «Ecco tuo figlio». E al discepolo amato non dice «Ecco il tuo mo- dello», ma «Ecco la tua madre». Gesù ha voluto che Maria come “madre” si prendesse cura del discepolo amato che le viene affidato come “figlio”. Luigi di Montfort non ha guar- dato a Maria solo come a un modello da imitare, ma con lei ha sperimentato il calore di una relazione materna. La dispo- nibilità all’influsso materno di Maria ha significato per lui assimilare gli atteggiamenti evangelici della Serva del Si-

gnore: la sua fede e la sua docilità alla Parola, la sua carità sollecita, il suo silenzio, la fortezza nella prova, la fedeltà a Gesù e al vangelo anche se costa.

Ci ottenga san Luigi di Montfort il dono di un amore filiale per Maria! Per apprendere ad accoglierla e amarla da figli, ci invita a pregare Gesù con queste parole: «Fammi partecipare ai sentimenti di riconoscenza, di stima, di rispetto e di amore che tu nutri per la tua santa madre» (VD 75). Ci suggerisce,

cioè, di guardare a Gesù per appartenere a Maria come Gesù, 26

dipendere da Maria come Gesù, essere Gesù per Maria.

 

 

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

O Dio Altissimo,

che inviando lo Spirito Santo nel grembo della Vergine

hai formato in lei e per lei il tuo Figlio Gesù, ascolta la nostra preghiera:

per intercessione di san Luigi di Montfort

concedi anche a noi di diventare veri figli di Maria, perché da lei generati, nutriti, educati,

possiamo giungere alla piena maturità di Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

27 APRILE

San Luigi di Montfort Educatore

del popolo di Dio

27

 

Invoco

 

Vieni, santo Spirito!

Parla: le tue parole

io cerco notte e giorno.

Parla, spezza gli idoli

che combattono il tuo amore. Parla, per cantare vittoria contro tutti i miei nemici.

Amen:

 

 

Ascolto

 

Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-26)

 

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza».

 

Da Il Segreto di Maria (SM 3)

 

«Anima, immagine vivente di Dio e riscattata dal sangue prezioso di Cristo, la volontà di Dio è che tu divenga santa come lui in questa vita e gloriosa come lui nell’altra.

L’acquisto della santità di Dio è tua sicura vocazione. A questo devono tendere i tuoi pensieri, parole, azioni, soffe- renze, aspirazioni, altrimenti tu resisti a Dio non facendo ciò per cui ti ha creata e ti conserva».

 

Rifletto

 

Con molti santi personaggi del ‘600 francese, Luigi Maria ha   28

condiviso lo slancio missionario per rinnovare e riformare la

Chiesa. Se molti lo hanno voluto fare partendo dall’alto (il clero, i religiosi e religiose), lui ha voluto rinnovare la Chie- sa partendo dal basso, cioè dai cristiani, fondando la sua spi- ritualità sul dinamismo del battesimo.

Educatore del Popolo di Dio, Grignion di Montfort non ha avuto paura di sollecitare una misura alta della vita cristiana: un buon cristiano è un santo e la sua vita di vero cristiano è plasmata dal Vangelo, faceva cantare nelle missioni parroc- chiali (cfr. C 154,1.16). Un vero cristiano deve essere ciò che il suo nome significa, un Portatore-di-Cristo, un Gesù Cristo egli stesso, una sola vita con Cristo, scrive nella Let- tera agli amici della Croce (cfr. LAC 4). Altrimenti è soltan- to un “fantasma di cristiano” (cfr. LAC 27).

Ciò che san Luigi di Montfort proponeva nella sua azione pastorale era più di una semplice vita cristiana nella sua one- sta media, che presto scadeva in mediocrità! Era l’assoluto nella sua radicalità, da incarnare nelle azioni ordinarie della vita quotidiana. Per vivere questo, indicava una genuina de- vozione alla SS. Vergine come mezzo di sequela di Cristo e di perseveranza.

San Luigi di Montfort è quanto mai attuale quando ci ricorda che tutti siamo chiamati a lasciare che la grazia del nostro Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Come? “vi- vendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimo- nianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova”, scrive papa Francesco nella sua Esortazione Gaudete et Exultate (n. 14).

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort (pp. 30-31)

 

 

Preghiera conclusiva

 

Padre misericordioso,

che hai scelto san Luigi di Montfort

per manifestare ai semplici i misteri del tuo Regno,               29

ai peccatori la tenerezza del tuo perdono,

e a tutti la preziosità della comunione con te, donaci di percorrere,

con l’aiuto materno di Maria,

la via santa che dal fonte battesimale porta alla Gerusalemme del cielo Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Preghiera litanica

affidata a san Luigi Maria di Montfort

 

 

San Luigi di Montfort

intercedi per noi presso il Signore.

Degno servo di Dio solo                                                             30

Discepolo fedele della Sapienza incarnata Cuore docile allo Spirito Santo

Schiavo di Gesù vivente in Maria Annunciatore della grazia della Croce Missionario del Vangelo di salvezza Animatore di sincera conversione Maestro di sapienza  evangelica Fedele figlio della Serva del Signore Predicatore della Madre del Redentore Amico dei poveri e degli ultimi Educatore del popolo di Dio

Guida alla professione della vera fede Pastore sollecito del bene della Chiesa

Collaboratore obbediente dei Pastori della Chiesa

Tu che vedi il volto dell’Altissimo,

ottienici la perseveranza della fede.

 

Tu che splendi nell’infinita carità,

ottienici il puro amore.

 

Tu che esulti per l’eredità ricevuta,

ottienici la beata speranza.                                              31

Tu che vivi nella santa Gerusalemme, ottienici lo spirito di preghiera.

Tu che stai davanti al trono dell’Agnello

ottienici la sapienza della croce.

 

Tu che attingi alla sorgente della Vita, ottienici l’obbedienza allo Spirito.

Tu che contempli la Madre del Signore,

ottienici la vera devozione a Maria.

 

Tu che sei accanto agli Apostoli di Cristo,

ottienici l’ardore della missione.

 

Tu che gusti la comunione dei Santi,

ottienici l’amore alla Chiesa.

 

Tu che siedi alla mensa del Regno,

ottienici la corona della gloria.

 

Amen.

 

 

Che cosa vedi, viandante? Una fiamma spenta,

un uomo che il fuoco della carità ha consumato, che si è fatto tutto a tutti,

Luigi Maria Grignion de Montfort.

 

 

 

Se t’informi della sua vita,

nessun’altra è stata più pura;                                32

per la penitenza, nessun’altra più austera;

per lo zelo, nessuno più ardente; per la devozione a Maria, nessuno meglio di lui

è stato simile a san Bernardo.

 

 

 

Sacerdote di Cristo,

ha imitato la vita di Cristo;

con la Parola ha predicato ovunque il Cristo; infaticabile, non si è riposato che nella tomba. È stato il padre dei poveri,

il difensore dell’orfano,

il riconciliatore dei peccatori.

 

 

 

La sua morte gloriosa è stata simile alla vita: come ha vissuto, così è morto.

Maturo per Dio, è partito per il cielo.

È morto il 28 aprile nell’anno del Signore1716 all’età di 43 anni”

 

(Iscrizione sulla tomba)

 

 

a cura della comunità del Noviziato – Santeramo in Colle BA

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