Maggio, un mese con Maria

Maggio, un mese con Maria

Maggio è il mese del risveglio della natura, esplode la primavera e i fiori iniziano a colorare i prati e
le colline, ma è anche il tempo del risveglio spirituale attraverso Maria. Sicuramente, nel cuore di
Maria, che sotto la croce è diventata Madre di tutti, la gioia più grande è vedere il risveglio delle
anime dei credenti, soprattutto in questo tempo in cui paura e inquietudine invadono il cuore di tanti
a causa di questa pandemia, che non solo mette in pericolo la vita, ma porta insicurezza e tristezza
nei cuori. Maria, come Madre ha a cuore la gioia e la pace dei suoi figli, per questo apprezza ogni
preghiera e ogni più piccolo atto di amore e di offerta fatti in suo onore. Solo la preghiera può portare
la luce nel buio della confusione e la speranza nel futuro, in questo nostro tempo. Sì, un risveglio di
devozione mariana è auspicabile oggi più che mai. Nel suo Trattato della vera devozione a Maria,
San Luigi Maria di Montfort afferma: «Una vera devozione [a Maria] è tenera, cioè piena di fiducia
nella Santa Vergine, come quella di un bambino nei confronti della sua buona mamma. Questo fa sì
che un’anima ricorra a Maria per tutti i propri bisogni, del corpo e dello spirito, con molta semplicità,
confidenza e tenerezza, (…) nei dubbi per essere illuminata; negli smarrimenti per ritrovare il
cammino; nelle tentazioni per essere sostenuta; nelle debolezze per essere rinvigorita; nelle cadute
per essere rialzata; negli scoraggiamenti per essere rincuorata» (VD 107).
«È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia», ci ha detto Papa Francesco,
appunto «per superare questo momento di prova». Il 13 maggio 1917, a Fatima, Maria aveva chiesto
il Rosario ogni giorno. Pregato infatti con il cuore porta la pace e ferma anche le guerre. Se non è
possibile la Corona, anche solo una parte, introdotta da un segno di croce ben fatto e ragionato. Ogni
Ave Maria, insegnano i Santi, è un fiore spirituale che viene donato alla Vergine ed è bene che sia
detta piano e col cuore. Maria benedice le iniziative dei figli che riescono a trovare un po’ di tempo
per la loro madre. Se poi la nostra vita è colma di affanni e stanchezza, non scoraggiamoci, basta un
pensiero di consolante intesa, di fiducia nella misericordia di Gesù e di Maria. Abbiamo anche un
angelo custode che dobbiamo sempre coinvolgere in tutto ciò che viviamo. Incarichiamolo di portare
benedizione e pace ovunque non riusciamo ad arrivare e l’amore porterà tutto a compimento.
La tradizione del mese mariano è molto antica. In Egitto già nel VII secolo era il mese di dicembre.
In occidente anticamente e anche nel medioevo il mese di maggio era legato al ridestarsi della
primavera e dell’amore nel cuore umano. Si celebravano feste in onore della fidanzata e della donna
del cuore. E’ in quel momento che nascono i primi legami tra il mese di maggio e Maria, fiore
dell’umanità e donna più bella e importante della storia. In un Codice conservato nel Convento di
San Domenico di Fiesole si descrive ciò che fecero i novizi domenicani nel 1676: «e sentendo noi il
giorno avanti molti secolari che incominciavano a cantar maggio e far festa alle creature da loro
amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla santissima Vergine Maria perché non era dovere
che noi ci lasciassimo superare dai secolari». Cioè, in breve: “noi ce l’abbiamo più bella delle
vostre”. Nel 1700 saranno i Gesuiti a dare impulso al mese mariano con gli elementi che riceveranno
un carattere definitivo: preghiera (rosario e litanie) davanti all’immagine di Maria, considerazioni
spirituali, fioretto e giaculatoria. Il successo fu così vasto che a metà dell’ottocento la pia pratica del
mese di maggio era in uso quasi in tutte le parrocchie del mondo cattolico con tanti frutti spirituali. E
così si è diffuso anche nei nostri paesi: in casa, nelle strade, nei cortili all’aperto o nelle chiesette di
quartiere.
Oggi, dopo una crisi temporanea e certamente benefica nel periodo seguente il Concilio Vaticano II,
il mese di maggio è in ripresa. Certo, mentre la primavera per sua natura obbedisce ai ritmi voluti dal
Creatore, la primavera nei cuori avviene solo quando un’anima, in piena libertà, decide di aprirsi a
Dio e al suo amore, nonostante tutto quello che può succedere nella vita. Ecco perché non è casuale il
legame tra il mese di maggio e il tempo pasquale, il tempo cioè della gioia della risurrezione.
«Maria», ricordava anche S. Giovanni Paolo II, «è stata presente al Calvario e nel Cenacolo (…) e
nel tempo di Pasqua si presenta quale Madre della nuova famiglia del Figlio, per introdurre i fedeli
nella pienezza del mistero della risurrezione in attesa dell’effusione dello Spirito pentecostale».
Guardiamo allora alla nostra vita e a quella degli uomini del nostro tempo nella luce della Pasqua e
soprattutto torniamo a guardare a Cristo, unico senso della nostra vita, con gli occhi e con il cuore di
Maria e vedremo la speranza rifiorire nei nostri cuori.

P. Giovanni Maria Personeni SMM

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